giugno 1, 2017

TradingView Italia intervista Enrico Lanati.

Con questo articolo si apre una nuova categoria di post sul Blog di TradingView. Come sapete dai nostri precedenti articoli il nostro obiettivo non è solo quello di offrire una piattaforma dove poter operare nei mercati ma anche quello di sensibilizzare i nostri utenti al concetto di “Trading Responsabile”, ovvero il trading fatto con il totale controllo della propria esposizione e delle proprie scelte. Abbiamo sempre sconsigliato di seguire ciecamente gli autori con alta reputazione, e continueremo a farlo.

Ciononostante, in questa ottica, crediamo che avere la possibilità di vedere il trading dagli occhi di chi il trading lo fa da tempo sia una tappa essenziale in questo nostro cammino insieme.10112016122341enrico3

È per questo motivo che TradingView Italia ha deciso di intervistare alcune figure di rilievo nel panorama del trading italiano. Il primo della serie è Enrico Lanati, trader e cofondatore del portale “Investire.biz”.

Ecco a voi l’intervista riportata nei suoi momenti più salienti:

 

Come hai iniziato la tua carriera nel trading?

“Ho iniziato sin da ragazzo, appena maggiorenne, attraverso una banca. Avevo ricevuto i primi fondi da mio nonno, anch’egli investitore in borsa. I mezzi disponibili al tempo non mi permettevano però di utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo oggi a portata di mano. Ricordo che durante il periodo dell’università (Cattolica, Milano) mi prendevo il Sole 24 Ore e andavo nell’ultima pagina dove erano presenti i dati come massimi, minimi, rendite dividendi ecc ecc. Con l’evidenziatore sottolineavo i dati più importanti e mi facevo un’idea di dove voler investire, sapendo che l’unica operatività a me disponibile era il long. Sul finire dell’università ho cominciato a lavorare a Londra per IG (broker) e lì ho avuto modo di vedere questo mondo da una prospettiva diversa, quella dell’intermediario: ho capito che quelli che guadagnano operano, bene o male, tutti nello stesso modo, così come quelli che perdono.”

Molti raccontano di come sia traumatico il primo approccio al trading, il tuo com’è stato?

“Premetto che, ai tempi, l’assenza delle leve elevate così come le conosciamo oggi, rendeva i profitti e le perdite più contenute. Ricordo però che una delle mie operazioni peggiori l’ho fatta con STM, comprata a 35-36 euro e venduta a circa 7-8, che si è poi rivelato essere proprio il picco minimo.”

A cosa ti affidi di più? Analisi Tecnica o Fondamentale?

“Dipende dall’asset class che si vuole analizzare e dalla finestra di tempo. In campo di titoli, ad esempio, credo che un’analisi fondamentale sia più performante; in generale poi, più breve il timeframe, più sarei propenso ad un’analisi tecnica. Ultimamente, con l’aiuto di Luca [Luca Discacciati, co-fondatore di “Investire.biz”], molto più bravo di me in campo di analisi tecnica, cerco i punti migliori per entrare in un titolo di cui già ho un’idea di posizione maturata con delle analisi di tipo fondamentale. In definitiva, seppur il mio approccio primario rimanga di tipo fondamentale, credo che unire le due sia un’ottima scelta, soprattutto sui titoli.”

Com’è nata l’idea di “Investire.biz”?

“L’idea era quella di creare contenuti per gli utenti, convinti del fatto che raccogliere idee da fuori potesse essere utile. Abbiamo notato però la presenza di tanti lettori e pochi scrittori: ci aspettavamo una maggiore attività sotto questo punto di vista. Soprattutto nell’ultimo periodo, abbiamo constatato che c’è sempre di più la tendenza a volere la “pappa pronta”: la gente vuole sentirsi dire cosa fare piuttosto che maturare una propria conoscenza da poter sfruttare nel tempo.”

Quali sono i vostri progetti futuri?

“La volontà è quella di ampliare il nostro parco autori, per noi è utile avere persone di valore che facciano cose innovative. Ad esempio, a me piace la nuova operatività portata dai grafici Renko (con Simone Das Gupta), gli studi sulla stagionalità e anche gli aspetti più tecnici, come quelli studiati da Anna Resti Bontoi.”

Quali sono le posizioni che hai in carico ad oggi?

“Posizioni importanti le ho su Cominar Real Estate, IG Group Holding e Banca Ifis; un titolo canadese, uno inglese (che dopo il crollo della sterlina è un titolo interessante da tenere in portafoglio) ed uno italiano, che ritengo essere il migliore sulla piazza. Queste sono le posizioni, per quanto riguarda i titoli, che voglio tenere anche se prevedo uno storno a breve.”

Come decidi quando entrare a mercato? Cosa guardi?

“Dipende dalla tipologia di strumento e dall’orizzonte temporale: un investimento a lungo termine richiede un’idea più forte (maturata quindi in più tempo e con più fattori). Quando guardo ad un titolo, ad esempio, tengo molto in considerazione alcune cose. Per cominciare, osservo la società: mi interessa la marginalità (in parole povere, l’utile rispetto al fatturato), più è alta più c’è un “cuscinetto” da poter spendere, e mi interessa l’utile, sia attuale sia in relazione al passato (c’è stata crescita?). A quel punto vado a vedere il prezzo: ci possono essere aziende come Facebook o Google, che hanno utili e crescite eccezionali, ma hanno un prezzo e un PE molto alti; in questi casi do un’occhiata al grafico, utilizzo l’analisi tecnica per avere un’idea di dove possa arrivare il ritracciamento e aspetto pazientemente.”

Al contrario, come decidi quando uscire? Cosa guardi?

“Se cambiano le condizioni di fondo bisogna accettare le perdite e uscire. Per farti un altro esempio, sto scrivendo un articolo su Enel: secondo me ha fatto una corsa molto importante ed oggi, il suo prezzo, sulla base di quello che è Enel, è alto e quindi per chi fosse long sarebbe un buon momento per alleggerire/liberarsi della posizione.”

Qual è, per te, l’aspetto più importante nel trading?

“Io penso che sia importante la tranquillità e la serenità nel far le cose, avendo ben chiare le regole del “gioco”. La prima cosa è avere la piena conoscenza degli argomenti: facendo formazione mi sono reso conto che uno dei corsi meno venduti è proprio quello che, senza neanche prendere il grafico, va a studiare le basi dell’analisi fondamentale e di come si muovono i mercati. L’errore che vedo più di frequente è l’utilizzo di strumenti con leva molto alta senza le dovute conoscenze di analisi fondamentale e di politica economica. La formazione, all’inizio, è molto importante.”

Come si può evitare il cosiddetto “trading emotivo”?

“Il problema principale credo sia dovuto alla grandezza della posizione. Io inizierei con size più piccole in modo da non essere troppo coinvolto emotivamente per ogni minimo movimento. Un altro problema è, secondo me, l’eccessiva connettività del mondo di oggi che crea una percezione sbagliata. Ti faccio un esempio: una persona acquista una casa per 200.000 euro, anche se il mercato immobiliare scende del 10%, questa persona non avrà la percezione diretta della perdita, a differenza di un ambiente come quello del trading dove la costante esposizione alle tue posizioni genera un’ansia aggiuntiva che è deleteria per le decisioni che si prendono.”

Hai qualche libro da raccomandare?

“Per quanto riguarda l’analisi fondamentale credo che tutti i testi universitari siano validi; poi ovviamente ci sono i libri di analisi tecnica che vengono letti da tutti, come il Murphy e il Pring. Ritengo però che il mondo finanziario sia in continua evoluzione e che quindi bisognerebbe sempre cercare qualcosa di nuovo per avere indicazioni e prospettive diverse.”

Qualche ultimo consiglio ai trader che si affacciano ora in questo mondo?

“Primo consiglio che mi sento di poter dare è quello di iniziare con un conto molto molto piccolo, in modo tale da avere sempre sotto controllo il rischio. Ovviamente il conto piccolo deve essere rapportato ad una capitalizzazione adeguata, un conto di 1000 euro su di un patrimonio di 6-7mila euro rappresenta una percentuale troppo alta da rischiare. L’altro punto fondamentale è fare un periodo di formazione importante, di 3-6 mesi, proprio per capire quali sono le dinamiche che muovono tutti i mercati.”

Il messaggio che passa è abbastanza chiaro, ed è in linea con la nostra filosofia. La formazione è molto importante e operare senza avere la minima conoscenza delle dinamiche che muovono i mercati può portare a risultati disastrosi. Inoltre è sempre meglio iniziare con conti con cui possiamo avere sotto controllo il rischio e che siano una parte marginale del nostro capitale.

Ringraziamo Enrico Lanati per la disponibilità e vi diamo appuntamento alla prossima puntata!