NYMEX:CL1!   LIGHT CRUDE OIL FUTURES
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Abbiamo a che fare con un pozzo senza fondo nel petrolio. Si sa             , una volta che questo mercato si incanala in un trend, é molto difficile che cambi direzione alla svelta. Abbiamo già assistito allo stesso scenario nel 2008. Allora il prezzo del greggio é passato da un prezzo iniziale in luglio 2008 di 147 dollari al barile ed ha perso 115 dollari al barile in soli 6 mesi…sono stati bruciati miliardi di dollari in borsa! D’altro canto c’é chi si é costruito una fortuna con posizioni short. Anche stavolta é la stessa identica situazione. Chi si ostina lottare contro il trend del mercato non fa altro che finanziare i baissiers.

Sono troppi i fattori negativi per il mercato del petrolio e, come accennato la settimana scorsa, potrebbe esserci anche di mezzo una strategia/tattica per sabotare la concorrenza (nel caso del rapporto olio leggero e shale oil             ) e di indebolire chi ha alzato troppo la cresta (Putin).
L’Organizzatione die Produttori di Petrolio OPEC non accenna minimamente a voler diminuire la produzione di greggio, l’Arabia Saudita prima di tutte ha annunciato di nemmeno pensare a diminuire l’output. Al momento il ministro dell’energia Irakeno ha annunciato di pompare 4 milioni di barili di petrolio al giorno, un record. Il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le aspettative per il PIL globale da 3.8% ad ottobre a 3.5%, sinonimo di un ulteriore calo della domanda mondiale. Il dollaro che non accenna a perdere colpi mantiene anche il petrolio sotto costante pressione. Anche la settimana scorsa il dollaro ha raggiunto un nuovo livello più alto da 11 anni. Gli Stati Uniti fanno anche la loro parte e stanno producendo petrolio ad un livello mai visto negli ultimi 40 anni. Le riserve di greggio americane sono ad un buon livello e si situano 15% al disopra della media quinquennale. Anche le riserve a Cushing, Oklahoma, centro di scambio dei futures sul WTI, sono aumentate per la settima settimana consecutiva di +2.91 milioni di barili e si trovano a 36.8 milioni di barili, il livello più alto da 11 mesi.
Dopo il lungo elenco dei fattori negativi per il prezzo del petrolio eccovi quel poco che dovrebbe salvare il prezzo del greggio da un ulteriore collasso. La produzione USA di greggio della settimana scorsa é diminuita dello 0.1% a 9,186 milioni di barili al giorno, poco più bassa del massimo da 40 anni registrato la settimana prima. Anche l’OPEC registra un leggero calo di -122000 barili al giorno a 30.24 milioni di barili, un livello minimo da 5 mesi. Beh, onestamente ci vuole una bella dose di ottimismo per valutare bullish queste notizie.

La tecnica non può far altro che confermare la situazione disastrosa e pessimistica elencata sopra. Il trend si presenta estremamente solido e non accenna minimamente a recuperare. Il canale al ribasso tra             42 e 55 dollari al barile é solido e difficilmente verrà cambiato. A 44 dollari si trova il prossimo supporto, mentre la prossima resistenza é a 51. Tutto quello che accade tra             mezzo é neutro.
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